Bastoncini da Trekking per la Montagna: Fissi, Pieghevoli o Telescopici ? Outdoor a Selva di Cadore nelle Dolomiti.
- Ca' del Bosco

- 15 mar
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 20 apr
I primi pionieri dei bastoncini da trekking venivano presi in giro: “Sembrate sciatori fuori stagione!”.
Oggi, però, ridono loro.
Chi affronta i sentieri dolomitici di Selva di Cadore senza bastoncini rischia davvero: squilibri e sbilanciamenti sui ripidi ghiaioni, ginocchia doloranti durante i lunghi rientri verso valle e - talvolta - infortuni che potevano essere evitati.

Studi scientifici (PubMed e Journal of Sports Sciences 2024-2025) dimostrano che i bastoncini riducono del 20-25% il carico sulle ginocchia, migliorano l’equilibrio su terreni irregolari e diminuiscono l’indolenzimento muscolare post-escursione.
Sono diventati essenziali quanto un buon scarpone.
Ma attenzione: non tutti i bastoncini sono perfettamente adatti alle nostre Dolomiti orientali.
Esistono tre tipologie:
fissi
pieghevoli
telescopici
Scegliere la tipologia sbagliata può rendere la tua camminata più faticosa, meno sicura o scomoda.
I tre tipi di bastoncini: pro e contro (test 2025-2026 di Outdoor Gear Lab, REI e Switchback Travel):
Bastoncini fissi (un unico pezzo)
Vantaggi: massima rigidità e (quasi) zero manutenzione.
Svantaggi: non regolabili, ingombranti da portare in auto o nello zaino.
Verdetto: solo per chi fa sempre gli stessi percorsi e conosce alla perfezione la propria altezza.
Bastoncini pieghevoli (Z-poles o a 3-4 sezioni)
Vantaggi: super compatti (si chiudono in 35-45 cm), leggerissimi in carbonio.
Svantaggi: meno rigidi, più vibrazioni su ghiaioni e pietre.
Verdetto: ottimi per viaggio o trail running, ma sulle nostre creste ripide perdono un po' di stabilità.
Bastoncini telescopici (2-3 sezioni regolabili con leva)
Vantaggi: regolabili in un secondo (accorcia in salita, allunga in discesa), massima robustezza, condivisibili.
Verdetto:
la scelta n°1 per il 90% degli escursionisti esperti che frequentano le Dolomiti sono i bastoncini telescopici
Sono robusti, regolabili al volo e trasformano ogni uscita in un’esperienza fluida e protetta. Il carbonio assorbe le vibrazioni, l’alluminio resiste a tutto.
Come usarli correttamente (tecnica semplice ma che salva le ginocchia)
Sempre in coppia!
Regolazione base: gomito a 90° quando la punta tocca terra.
Salita: accorcia 5-10 cm.
Discesa: allunga 5-10 cm.
Pianta il bastoncino opposto al piede che avanza.
Punta in carburo per roccia e ghiaia, cappuccio gomma per asfalto o neve.
Beneficio extra: scaricano fino al 25% del peso sulle braccia.
Perfetto per chi fa trekking con zaino pesante sui nostri sentieri UNESCO.
Consigli pratici per avere bastoncini perfetti da usare nelle Dolomiti di Selva di Cadore
Materiali: carbonio per leggerezza estrema, alluminio per urti forti.
Impugnatura: sughero (il migliore per sudore).
Manutenzione: pulisci con cura i bloccaggi dopo ogni uscita bagnata.
Per problemi articolari o escursioni lunghe: sono un vero salvavita.
I bastoncini da trekking servono davvero o sono solo moda?
Servono eccome, e la scienza lo conferma. Studi pubblicati su PubMed e Journal of Sports Sciences (2024-2025) dimostrano che l'uso corretto dei bastoncini riduce del 20-25% il carico sulle ginocchia, migliora l'equilibrio su terreni irregolari e riduce l'indolenzimento muscolare post-escursione. Sui sentieri dolomitici intorno a Selva di Cadore — con i loro ghiaioni, i dislivelli ripidi e i lunghi rientri a valle — questa differenza si sente concretamente fin dalla prima uscita. Non sono un accessorio estetico: sono uno strumento di sicurezza.
Qual è la differenza tra bastoncini fissi, pieghevoli e telescopici?
Esistono tre tipologie con caratteristiche molto diverse. I fissi sono un unico pezzo rigido: massima stabilità, zero manutenzione, ma non si regolano e sono scomodi da trasportare in auto o nello zaino. I pieghevoli (detti Z-poles) si chiudono a fisarmonica fino a 35-45 cm: leggerissimi e compatti, ma trasmettono più vibrazioni su roccia e ghiaia, rendendoli meno adatti ai terreni tecnici delle Dolomiti. I telescopici si regolano in lunghezza tramite una leva in pochi secondi: sono la scelta più versatile, robusta e adatta a tutti i tipi di escursione. Per il 90% degli escursionisti che frequentano i sentieri di Selva di Cadore, i telescopici sono la scelta giusta.
Come scelgo la misura corretta?
La regola base è semplice: impugna il bastoncino e appoggia la punta a terra — il tuo gomito deve formare un angolo di circa 90°. Questa è la misura di partenza. In salita accorcia di 5-10 cm rispetto alla misura base: i bastoncini più corti ti permettono di spingere meglio senza alzare le spalle. In discesa allunga di 5-10 cm: ti aiutano a frenare il passo e proteggono le ginocchia dai continui micro-urti. Sui sentieri misti di Selva di Cadore, dove salita e discesa si alternano spesso, i telescopici ti permettono di adattare la lunghezza in pochi secondi senza fermarti.
Meglio carbonio o alluminio?
La scelta dipende dal tipo di escursionista. Il carbonio è il materiale preferito da chi cerca leggerezza estrema: pesa meno e assorbe meglio le vibrazioni su roccia e ghiaia, riducendo l'affaticamento di polsi e braccia nelle uscite lunghe. Ha però un limite: in caso di urto forte può scheggiarsi o rompersi di netto. L'alluminio è più pesante ma praticamente indistruttibile: resiste a urti, cadute e temperature rigide, ed è ideale per chi usa i bastoncini in modo intensivo o su terreni molto tecnici. Per escursioni standard sulle Dolomiti di Selva di Cadore, il carbonio è la scelta più confortevole; per uscite invernali o su ferrate, meglio puntare sull'alluminio.
Come si usano correttamente in salita e discesa?
La tecnica corretta è semplice ma fa una differenza enorme. La regola fondamentale è sempre la stessa: pianta il bastoncino opposto al piede che avanza — destro con sinistra e viceversa — esattamente come si cammina in modo naturale. In salita accorcia leggermente i bastoncini e usali per spingere il corpo verso l'alto, scaricando il lavoro sui quadricipiti. In discesa allungali e piantali davanti a te per frenare il passo e assorbire il peso: è qui che proteggono maggiormente le ginocchia. Studi di biomeccanica confermano che questa tecnica riduce la fatica muscolare fino al 25%, rendendo le lunghe escursioni nelle Dolomiti molto più sostenibili.
Come si mantengono i bastoncini?
Una manutenzione minima e regolare garantisce anni di utilizzo senza problemi. Dopo ogni uscita su terreno bagnato o fangoso, sciacqua i bloccaggi con acqua pulita e lasciali asciugare aperti — il fango secco nei meccanismi è la causa principale di guasti. Controlla periodicamente le leve di bloccaggio: se il bastoncino cede sotto pressione va regolato o sostituito il meccanismo interno. Le punte in carburo si consumano con l'uso su roccia e asfalto: quando diventano arrotondate perdono presa sui terreni scivolosi e vanno cambiate (costano pochi euro). I cappucci in gomma per asfalto e neve si usurano rapidamente: tienine sempre un paio di ricambio nello zaino.
Aiutano chi ha problemi alle ginocchia o artrosi?
Sì, e in modo molto significativo. Chi soffre di gonartrosi, problemi meniscali o semplicemente ha ginocchia sensibili trova nei bastoncini un alleato concreto: riducono il carico articolare del 20-25% ad ogni passo, distribuendo parte del peso corporeo sulle braccia e le spalle. Questo si traduce in meno dolore durante la discesa — il momento più critico per le ginocchia — e in una minore infiammazione post-escursione. Molti fisioterapisti e ortopedici li raccomandano esplicitamente come strumento preventivo e riabilitativo per chi vuole continuare a fare trekking in montagna anche con limitazioni articolari. Sui sentieri di Selva di Cadore, con i loro bei dislivelli, rappresentano spesso la differenza tra poter uscire o dover rinunciare.
Devo usarne uno o due?
Sempre due, senza eccezioni. Usare un solo bastoncino è una delle abitudini più diffuse e anche una delle più controproducenti: crea un carico asimmetrico su spalle e schiena e non garantisce la stabilità necessaria su terreni irregolari. Con due bastoncini il corpo lavora in modo simmetrico, l'equilibrio migliora sensibilmente e la stanchezza si distribuisce uniformemente su tutti e quattro gli arti. Questo è particolarmente importante sui sentieri più tecnici delle Dolomiti di Selva di Cadore, dove le rocce, le radici e i ghiaioni richiedono continui aggiustamenti di equilibrio. Un solo bastoncino può andar bene per una passeggiata su strada bianca; per il vero trekking in montagna, servono sempre entrambi.
Sono utili anche per principianti o solo per esperti?
Sono utili per tutti, ma per i principianti sono quasi indispensabili. Chi si avvicina per la prima volta al trekking in montagna non ha ancora sviluppato l'equilibrio e la propriocezione necessari su terreni irregolari: i bastoncini colmano questa mancanza fin da subito, riducendo concretamente il rischio di scivolate e cadute su ghiaioni, radici e rocce bagnate. Danno anche una maggiore sicurezza psicologica, permettendo di godersi il paesaggio senza la tensione costante di dover guardare ogni singolo passo. Per chi inizia a esplorare i sentieri intorno a Selva di Cadore, consigliamo sempre di partire già equipaggiati con un buon paio di bastoncini telescopici: si impara la tecnica in pochi minuti e il beneficio è immediato.
Non aspettare oltre: la tua sicurezza e il tuo comfort sono molto importanti !
Le nostre T-Shirts coloratissime con logo ricamato:
M.D.C.






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