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Bastoncini da Trekking per la Montagna: Fissi, Pieghevoli o Telescopici ? Outdoor a Selva di Cadore nelle Dolomiti.

Aggiornamento: 20 apr


I primi pionieri dei bastoncini da trekking venivano presi in giro: “Sembrate sciatori fuori stagione!”.


Oggi, però, ridono loro.


Chi affronta i sentieri dolomitici di Selva di Cadore senza bastoncini rischia davvero: squilibri e sbilanciamenti sui ripidi ghiaioni, ginocchia doloranti durante i lunghi rientri verso valle e - talvolta - infortuni che potevano essere evitati.


due persone che camminano nelle dolomiti si selva di cadore
Il trekking nelle Dolomiti intorno a SElva di Cadore e' piu' sicuro se utilizzi dei bastoncini. Esistono varie opzioni. Secondo noi la migliore e' quella di bastoncini in carbonio, telescopici

Studi scientifici (PubMed e Journal of Sports Sciences 2024-2025) dimostrano che i bastoncini riducono del 20-25% il carico sulle ginocchia, migliorano l’equilibrio su terreni irregolari e diminuiscono l’indolenzimento muscolare post-escursione.


Sono diventati essenziali quanto un buon scarpone.


Ma attenzione: non tutti i bastoncini sono perfettamente adatti alle nostre Dolomiti orientali.


Esistono tre tipologie:


  • fissi

  • pieghevoli

  • telescopici


Scegliere la tipologia sbagliata può rendere la tua camminata più faticosa, meno sicura o scomoda.


I tre tipi di bastoncini: pro e contro (test 2025-2026 di Outdoor Gear Lab, REI e Switchback Travel):


Bastoncini fissi (un unico pezzo)


Vantaggi: massima rigidità e (quasi) zero manutenzione.

Svantaggi: non regolabili, ingombranti da portare in auto o nello zaino.

Verdetto: solo per chi fa sempre gli stessi percorsi e conosce alla perfezione la propria altezza.


Bastoncini pieghevoli (Z-poles o a 3-4 sezioni)


Vantaggi: super compatti (si chiudono in 35-45 cm), leggerissimi in carbonio.

Svantaggi: meno rigidi, più vibrazioni su ghiaioni e pietre.

Verdetto: ottimi per viaggio o trail running, ma sulle nostre creste ripide perdono un po' di stabilità.


Bastoncini telescopici (2-3 sezioni regolabili con leva)


Vantaggi: regolabili in un secondo (accorcia in salita, allunga in discesa), massima robustezza, condivisibili.


Verdetto:


la scelta n°1 per il 90% degli escursionisti esperti che frequentano le Dolomiti sono i bastoncini telescopici


Sono robusti, regolabili al volo e trasformano ogni uscita in un’esperienza fluida e protetta. Il carbonio assorbe le vibrazioni, l’alluminio resiste a tutto.


Come usarli correttamente (tecnica semplice ma che salva le ginocchia)


  • Sempre in coppia!

  • Regolazione base: gomito a 90° quando la punta tocca terra.

  • Salita: accorcia 5-10 cm.

  • Discesa: allunga 5-10 cm.

  • Pianta il bastoncino opposto al piede che avanza.

  • Punta in carburo per roccia e ghiaia, cappuccio gomma per asfalto o neve.


Beneficio extra: scaricano fino al 25% del peso sulle braccia.

Perfetto per chi fa trekking con zaino pesante sui nostri sentieri UNESCO.


Consigli pratici per avere bastoncini perfetti da usare nelle Dolomiti di Selva di Cadore


  • Materiali: carbonio per leggerezza estrema, alluminio per urti forti.

  • Impugnatura: sughero (il migliore per sudore).

  • Manutenzione: pulisci con cura i bloccaggi dopo ogni uscita bagnata.

  • Per problemi articolari o escursioni lunghe: sono un vero salvavita.


I bastoncini da trekking servono davvero o sono solo moda?

Servono eccome, e la scienza lo conferma. Studi pubblicati su PubMed e Journal of Sports Sciences (2024-2025) dimostrano che l'uso corretto dei bastoncini riduce del 20-25% il carico sulle ginocchia, migliora l'equilibrio su terreni irregolari e riduce l'indolenzimento muscolare post-escursione. Sui sentieri dolomitici intorno a Selva di Cadore — con i loro ghiaioni, i dislivelli ripidi e i lunghi rientri a valle — questa differenza si sente concretamente fin dalla prima uscita. Non sono un accessorio estetico: sono uno strumento di sicurezza.

 Qual è la differenza tra bastoncini fissi, pieghevoli e telescopici?

Esistono tre tipologie con caratteristiche molto diverse. I fissi sono un unico pezzo rigido: massima stabilità, zero manutenzione, ma non si regolano e sono scomodi da trasportare in auto o nello zaino. I pieghevoli (detti Z-poles) si chiudono a fisarmonica fino a 35-45 cm: leggerissimi e compatti, ma trasmettono più vibrazioni su roccia e ghiaia, rendendoli meno adatti ai terreni tecnici delle Dolomiti. I telescopici si regolano in lunghezza tramite una leva in pochi secondi: sono la scelta più versatile, robusta e adatta a tutti i tipi di escursione. Per il 90% degli escursionisti che frequentano i sentieri di Selva di Cadore, i telescopici sono la scelta giusta.

Come scelgo la misura corretta?

La regola base è semplice: impugna il bastoncino e appoggia la punta a terra — il tuo gomito deve formare un angolo di circa 90°. Questa è la misura di partenza. In salita accorcia di 5-10 cm rispetto alla misura base: i bastoncini più corti ti permettono di spingere meglio senza alzare le spalle. In discesa allunga di 5-10 cm: ti aiutano a frenare il passo e proteggono le ginocchia dai continui micro-urti. Sui sentieri misti di Selva di Cadore, dove salita e discesa si alternano spesso, i telescopici ti permettono di adattare la lunghezza in pochi secondi senza fermarti.

Meglio carbonio o alluminio?

La scelta dipende dal tipo di escursionista. Il carbonio è il materiale preferito da chi cerca leggerezza estrema: pesa meno e assorbe meglio le vibrazioni su roccia e ghiaia, riducendo l'affaticamento di polsi e braccia nelle uscite lunghe. Ha però un limite: in caso di urto forte può scheggiarsi o rompersi di netto. L'alluminio è più pesante ma praticamente indistruttibile: resiste a urti, cadute e temperature rigide, ed è ideale per chi usa i bastoncini in modo intensivo o su terreni molto tecnici. Per escursioni standard sulle Dolomiti di Selva di Cadore, il carbonio è la scelta più confortevole; per uscite invernali o su ferrate, meglio puntare sull'alluminio.

Come si usano correttamente in salita e discesa?

La tecnica corretta è semplice ma fa una differenza enorme. La regola fondamentale è sempre la stessa: pianta il bastoncino opposto al piede che avanza — destro con sinistra e viceversa — esattamente come si cammina in modo naturale. In salita accorcia leggermente i bastoncini e usali per spingere il corpo verso l'alto, scaricando il lavoro sui quadricipiti. In discesa allungali e piantali davanti a te per frenare il passo e assorbire il peso: è qui che proteggono maggiormente le ginocchia. Studi di biomeccanica confermano che questa tecnica riduce la fatica muscolare fino al 25%, rendendo le lunghe escursioni nelle Dolomiti molto più sostenibili.

Come si mantengono i bastoncini?

Una manutenzione minima e regolare garantisce anni di utilizzo senza problemi. Dopo ogni uscita su terreno bagnato o fangoso, sciacqua i bloccaggi con acqua pulita e lasciali asciugare aperti — il fango secco nei meccanismi è la causa principale di guasti. Controlla periodicamente le leve di bloccaggio: se il bastoncino cede sotto pressione va regolato o sostituito il meccanismo interno. Le punte in carburo si consumano con l'uso su roccia e asfalto: quando diventano arrotondate perdono presa sui terreni scivolosi e vanno cambiate (costano pochi euro). I cappucci in gomma per asfalto e neve si usurano rapidamente: tienine sempre un paio di ricambio nello zaino.

Aiutano chi ha problemi alle ginocchia o artrosi?

Sì, e in modo molto significativo. Chi soffre di gonartrosi, problemi meniscali o semplicemente ha ginocchia sensibili trova nei bastoncini un alleato concreto: riducono il carico articolare del 20-25% ad ogni passo, distribuendo parte del peso corporeo sulle braccia e le spalle. Questo si traduce in meno dolore durante la discesa — il momento più critico per le ginocchia — e in una minore infiammazione post-escursione. Molti fisioterapisti e ortopedici li raccomandano esplicitamente come strumento preventivo e riabilitativo per chi vuole continuare a fare trekking in montagna anche con limitazioni articolari. Sui sentieri di Selva di Cadore, con i loro bei dislivelli, rappresentano spesso la differenza tra poter uscire o dover rinunciare.

Devo usarne uno o due?

Sempre due, senza eccezioni. Usare un solo bastoncino è una delle abitudini più diffuse e anche una delle più controproducenti: crea un carico asimmetrico su spalle e schiena e non garantisce la stabilità necessaria su terreni irregolari. Con due bastoncini il corpo lavora in modo simmetrico, l'equilibrio migliora sensibilmente e la stanchezza si distribuisce uniformemente su tutti e quattro gli arti. Questo è particolarmente importante sui sentieri più tecnici delle Dolomiti di Selva di Cadore, dove le rocce, le radici e i ghiaioni richiedono continui aggiustamenti di equilibrio. Un solo bastoncino può andar bene per una passeggiata su strada bianca; per il vero trekking in montagna, servono sempre entrambi.


Sono utili anche per principianti o solo per esperti?

Sono utili per tutti, ma per i principianti sono quasi indispensabili. Chi si avvicina per la prima volta al trekking in montagna non ha ancora sviluppato l'equilibrio e la propriocezione necessari su terreni irregolari: i bastoncini colmano questa mancanza fin da subito, riducendo concretamente il rischio di scivolate e cadute su ghiaioni, radici e rocce bagnate. Danno anche una maggiore sicurezza psicologica, permettendo di godersi il paesaggio senza la tensione costante di dover guardare ogni singolo passo. Per chi inizia a esplorare i sentieri intorno a Selva di Cadore, consigliamo sempre di partire già equipaggiati con un buon paio di bastoncini telescopici: si impara la tecnica in pochi minuti e il beneficio è immediato.




Non aspettare oltre: la tua sicurezza e il tuo comfort sono molto importanti !





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