Grande Carosello delle Dolomiti.Selva di Cadore - Cortina d'Ampezzo - Arabba. Tra sogno e realta'.

Aggiornato il: 5 giorni fa

Tratto da: Il Sestante News - Settimanale Online


“Stiamo elaborando un progetto da 64 milioni (la metà a carico di privati) per collegare Cortina ad Arabba e al Civetta. Creeremo così un carosello che vale il doppio del Sellaronda come chilometri di piste da sci. Questo è il miglior risarcimento per la montagna, creare opportunità per il suo sviluppo”. Con queste parole Luca Zaia annuncia il via a un progetto che, se realizzato, darebbe vita all’impianto “Dolomiti no car”.

Si chiamerà Dolomiti no car, ma potrebbe tranquillamente chiamarsi Atlante, perché si porta sulle spalle il peso di tutta la montagna veneta e del suo rilancio. È destinato a diventare il carosello sciistico più grande al mondo (o quasi), un’opera da 64 milioni di euro sull’asse Cortina-Civetta-Arabba. E porterà in alto lo sviluppo economico e turistico del Bellunese. Del resto, è proprio questo il compito degli impianti di risalita: portare in alto.

L’idea, intanto, vola già altissima. Con sguardo sui Mondiali di sci 2021 e con il sogno Olimpiadi invernali 2026. Possibile? Per Regione Veneto e impiantisti, sì. Anzi, assolutamente sì. Dopotutto bastano 6 o 7 impianti di risalita, nei punti giusti. Il resto c’è già. Il risultato sarebbe quello di unire Cortina al comprensorio del Civetta e ad Arabba. Ne uscirebbe un collegamento di chilometri e chilometri da fare comodamente sci ai piedi, senza bisogno di muovere l’auto. Un collegamento che andrebbe bene anche d’estate, perché sarebbe l’alternativa alla mobilità su strada. Il modo più semplice e naturale per rendere le montagne permeabili da una valle all’altra, anziché barriere invalicabili.

«È un progetto su cui stiamo ragionando da un po’ di tempo, insieme agli impiantisti – premette l’assessore regionale al turismo, Federico Caner -. Oggigiorno se non offri qualcosa di particolare in merito ai collegamento tra grandi aree, non hai futuro. Noi vogliamo portare avanti questo progetto per due motivi: per dare vita ad una delle aree sciabili più grandi al mondo e uniche a livello planetario; già Austria e Francia stanno collegando tra loro i principali comprensori sciistici e noi non vogliamo certo rimanere indietro. Ma c’è anche un ragionamento legato alla sostenibilità ambientale (e il nome Dolomiti no car la dice lunga). La riduzione del traffico sulle strade dolomitiche e sui passi è la sfida. Possiamo vincerla solo se creiamo una mobilità alternativa».

Ne è convinto anche Mario Vascellari, noto imprenditore degli impianti a fune e tra i promotori del progetto Dolomiti no car. «Il collegamento Cortina-Civetta e Cortina-Arabba è una soluzione ecosostenibile per il nostro territorio. Senza contare che è un progetto strepitoso: creare un enorme comprensorio sciistico, inserito in una zona unica al mondo come quella delle Dolomiti bellunesi». Per permetter agli sciatori di indossare gli scarponi a Cortina e scendere sulle piste del Civetta, prima di pranzare in un rifugio di Arabba, bastano «6 o 7 impianti nuovi» dice Vascellari. «Uno è già autorizzato, è il collegamento da Pocol alle Cinque Torri. Poi per salire al Giau-Fedare c’è già tutto. Basterebbe raggiungere Selva di Cadore e salire a Cima Fertazza per essere collegati con il Civetta. Dalle Cinque Torri servirebbe un altro collegamento verso il Col Gallina e il Lagazuoi, con un impianto parallelo alla strada del Falzarego per arrivare fino a Campolongo. Un’iniziativa temeraria? Non direi proprio: ci serviamo di un business model conosciuto e che funziona, che è quello del Dolomiti Super Ski».

«La visione è assolutamente attuale e futuristica: va incontro alle esigenze del mercato dello sci – conferma Renzo Minella, presidente Anef veneto -. Anche perché si creerebbe un sistema di mobilità sostenibile».

Per Vascellari il cronoprogramma è già pronto: «Entro Natale si costituirà una società di progettazione con i vari impiantisti interessati. Poi verrà predisposto lo studio di fattibilità, assieme al business plan. Il tutto sarà sottoposto al commissario di Cortina 2021. L’obiettivo è avere le opere concluse e poter utilizzare i nuovi collegamenti già per il Mondiali di sci».

E i soldi? La Regione ha già detto che metterà metà dei 64 milioni richiesti. «Abbiamo già messo sul tavolo 15 milioni di euro per ammodernare impianti e piste da sci – dice Caner -. Conto molto sul Fondo Comuni di confine. E anche sui privati, che hanno compreso la portata del progetto, in grado di rilanciare la montagna nel suo complesso, con uno sguardo anche verso i vicini di Trento e Bolzano, ma anche oltralpe. Abbiamo già messo al lavoro un team che sta segnando la rotta da seguire. I pareri contrari? Dico di ragionare sul tema del turismo come modello di sviluppo ecosostenibile per la montagna».


UPDATES


Tratto da: Il Corriere delle Alpi


La Val Fiorentina spa fuori (al momento) dalla nuova società.

SELVA DI CADORE. Nella nuova società per il collegamento intervallivo da Cortina al Civetta, costituita di recente dagli impiantisti capeggiati di Mario Vascellari, la società Val Fiorentina spa (che gestisce gli impianti di Selva) non c'è. Una decisione che il presidente Giorgio Beraldo ha comunicato alla nascente società, attraverso il Consorzio impianti a fune Civetta, di cui fa parte assieme ad Alleghe Funivie, Val Zoldana, Palafavera e Santa Fosca. «Per il momento - ha scritto il presidente - la società Val Fiorentina spa non è disponibile a valutare la possibilità di far parte di alcuna società per la costruzione e la gestione di impianti a fune per i collegamenti intervallivi». Quali sono i motivi che tengono lontana, per ora, la società dal progetto di Vascellari, appoggiato dalla Regione? «Il problema dei costi preventivati. Il preventivo è insoddisfacente e c'è poca chiarezza sulle scelte prese in esame, per quanto riguarda in particolare il collegamento Ski Civetta - Fedare. Poco si sa dei costi di gestione e dei ricavi. Solo parole sulle coperture finanziarie e sulle garanzie, considerato anche che si parla di un investimento sull'ordine dei 100 milioni di euro». E c'è un ulteriore ostacolo, i vincoli esistenti sul territorio, in particolare quello Zps tra Falzarego e Arabba. Tutti motivi che hanno fatto decidere la Val Fiorentina spa a restare fuori dalla nuova società. «Mi risulta che anche Palafavera non ci sia», spiega ancora il presidente Beraldo. La posizione della Val Fiorentina non è cambiata dal dicembre scorso, quando venne ufficializzata l'ipotesi di un grande collegamento di impianti e di piste tra Cortina, Arabba e il Civetta, un maxi circuito proposto da Mario Vascellari e condiviso da alcune delle società di impianti cortinesi e agordine. Già allora il presidente aveva avanzato dei dubbi sul peso economico del progetto e sulle difficoltà a collegare comprensori diversi, con molti ostacoli, anche ambientali, da superare.Ora la società si è costituita ma i dubbi non sono stati fugati e la Val Fiorentina spa rimane alla finestra.


Ottima notizia:


AGGIORNAMENTO NOVEMBRE 2019

Tratto da Il Corriere delle Alpi


«Si farà il collegamento Arabba - Cortina»


La conferma arriva dal governatore Zaia: disponibili 80 milioni, metà da investimenti privati e il resto dalla Regione


Se la Val Badia si prepara alle Olimpiadi del 2026 con 10 chilometri di trenino in galleria tra Plan de Corones, perché l’Ampezzano, Fodom e l’Agordino dovrebbero essere da meno? Ecco dunque la conferma, da parte dello stesso presidente della Regione, Luca Zaia, che il collegamento tra Cortina, il Civetta ed Arabba «si farà».

A disposizione ci sarebbero non 50 e neppure i 60 milioni di cui si era finora detto, ma 80, metà degli investitori privati, gli impiantisti, l’altra metà del pubblico, cioè della Regione. Gli operatori del settore hanno costituito la società di scopo. È presieduta dall’ingegner Mario Vascellari, che conduce le danze a Cortina, per gli impianti al rinnovo, e che a Malga Ciapela ha la funivia che sale sulla Marmolada. Con il prospettato collegamento, dunque, si passerebbe da una “regina” all’altra, da Cortina fino a Punta Rocca. Usiamo ancora il condizionale perché, società a parte, non è stato ancora perfezionato il progetto. Lo ammette lo stesso Vascellari.

«Stiamo correndo, fra 6 mesi potremo essere più concreti nelle informazioni. Per il momento abbiamo questo disegno, che è più di un sogno. Disegno che vogliamo condividere non solo con la Regione, ma anzitutto con le comunità locali, i sindaci in prima istanza, e con gli amici ambientalisti, pronti come siamo non solo al confronto ma anche al dialogo».

Vascellari e gli altri operatori del gruppo, a cominciare da Sergio Pra, guardano ai collegamenti come a un’opportunità di mobilità sostenibile, alternativa all’auto.

«Ormai si opera in questa logica. La cabinovia per Socrepes, a Cortina, 13 milioni di investimento, la vogliamo pronta già per i Mondiali proprio perché libererà Cortina dall’assalto delle auto, collegandosi direttamente con le future direttrici Anas».

Per le Olimpiadi, dunque, si salirà – complici i nuovi collegamenti – da Cortina olimpica a passo Giau e da li si scenderà fino al confine tra Colle Santa Lucia e Selva di Cadore per poi risalire verso l’arrivo degli impianti della stessa Selva ed Alleghe. Dalla parte opposta, chi arriverà al Falzarego da Cortina, scenderebbe dal passo fino al castello di Andraz. Nelle vicinanze della torre, quindi ai piedi del Col di Lana, partirebbe un nuovo impianto per l’incantevole conca di Cherz, sopra Arabba, dove esiste già una struttura con annessa pista. E qui il nuovo collegamento si ferma. Ma, attenzione: lo sciatore potrà fiondarsi verso Arabba, salire al Padon e da qui liberarsi fino a Malga Ciapela da dove prendere la funivia per punta Rocca. E poi giù, lungo 12 km di pista. Proprio in queste ore gli impiantisti di Arabba che hanno rilevato la rete del Padon, e che si apprestano a metterla in sicurezza, stanno incontrando gli operatori della Val Pettorina e di Malga Ciapela chiedendo loro di sacrificarsi ancora un anno per dar modo che si completino le opere in programma.

«Quanto ai nuovi collegamenti da Cortina», spiega Sergio Pra, «fa piacere ricevere un ulteriore endorsement del governatore Zaia. So che anche l’assessore Caner è della stessa convinzione. L’obiettivo è di creare un’alternativa a chi non si accontenta del Sellaronda».

Leandro Grones, sindaco di Livinallongo, non nasconde le sue perplessità sugli impianti che attraverseranno il proprio territorio.

«L’incompatibilità ambientale è evidente, ma», anticipa, «sono disposto a sedermi al tavolo del confronto per studiare altre possibilità che, a mio avviso, non mancano. Bisogna fare una riflessione ampia, complessiva, dentro la logica della sostenibilità. Un punto di partenza può essere proprio quello di considerare l’impiantistica come opportunità di una mobilità alternativa all’auto». –

Le Dolomiti in seggiovia o sugli sci, parte il progetto del "Grande carosello"


"La Repubblica" del 10.01.2020 (Leggi l'articolo)



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