Il tuo personale parere sul collegamento tra lo Ski Civetta (Selva di Cadore) e Cortina d'Ampezzo
- Ca' del Bosco

- 31 mag 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 7 mar
Il progetto, gia' finanziato dalla Regione del Veneto con 33,5 Milioni, sara' inserito nel nuovo Piano Neve. L'area interessata al progetto e' Selva di Cadore - Monte Fertazza nell'area sciistica della Val Fiorentina.

Nuovo passo ufficiale verso il collegamento sciistico Civetta – 5 Torri – Cortina
La Regione del Veneto ha compiuto un altro passo formale nel percorso che potrebbe portare, un giorno, al collegamento sciistico tra lo Ski Civetta e Cortina d’Ampezzo. Con un decreto del 2 dicembre 2025, la Regione ha affidato a una società specializzata (T.E.R.R.A. Srl) il compito di seguire tutta la parte ambientale necessaria per valutare l’inserimento dell’opera nel Piano Regionale Neve.
In pratica, si tratta di avviare la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la Valutazione d’Incidenza (VINCA) relative alla variante del Piano Neve che dovrebbe includere il nuovo impianto di collegamento tra Civetta e 5 Torri. È un passaggio obbligatorio, perché il tracciato ipotizzato attraversa aree molto delicate dal punto di vista naturalistico, comprese zone della rete Natura 2000.
Il lavoro affidato comprende sopralluoghi, rilievi, analisi ambientali, eventuali proposte di mitigazione e perfino la possibilità di rivedere il tracciato se necessario per ridurre gli impatti. L’incarico vale complessivamente 106.750 euro, finanziati con fondi FSC 2021–2027 già assegnati alla Regione.
Non si tratta ancora dell’approvazione dell’opera, né dell’avvio dei lavori: è però un passaggio tecnico fondamentale, perché permette alla Regione di valutare in modo ufficiale e documentato se il collegamento può essere compatibile con i vincoli ambientali dell’area. Solo dopo questa fase sarà possibile capire se e come il progetto potrà proseguire.
Un altro tassello, dunque, nel mosaico che da anni raccontiamo: lento, complesso, ma ora sempre più strutturato e scandito da atti formali.
Il precedente piano neve della Regione è scaduto al termine del 2023, mentre il nuovo progetto prevede l'introduzione di nuove piste e impianti. Uno di questi attira particolarmente l'attenzione: è legato ai comprensori vicini a Cortina e potrebbe essere completato in tempo per le Olimpiadi invernali del 2026.
È stato finanziato dal governo con un budget di 33,5 milioni di euro ed è il collegamento tra il Civetta (ed in particolare Selva di Cadore) e il monte Giau.
Federico Caner, assessore regionale al turismo e ai trasporti a fune, spiega che il rifacimento del piano neve non modificherà l'intervento in questione, il quale sarà soggetto a vincoli e regolamenti per garantire la sostenibilità ambientale.
L'obiettivo è ridurre l'uso dell'auto nelle zone montane, favorendo collegamenti alternativi tramite impianti meno inquinanti e consentendo un utilizzo degli impianti durante tutto l'anno.
Il progetto Civetta-Giau è ancora in fase di studio di fattibilità, ma essendo già finanziato, possono essere intrapresi i passi successivi. I 33,5 milioni sono destinati al collegamento della Ski Area del Civetta con la Ski Area Cinque Torri e alla creazione di bacini idrici per l'innevamento. Si tratta di un sistema "sopraelevato" che consente di spostarsi tra le vette, incluso l'accesso alla Marmolada e al Trentino.
Tuttavia, le opposizioni esprimono preoccupazione, poiché ritengono che questo progetto interferisca con siti protetti di Rete Natura 2000. I consiglieri del Pd annunciano un'interrogazione in merito, sottolineando che nel vecchio piano questa infrastruttura era stata considerata incompatibile con rischi ambientali e per la fauna.
Caner risponde alle critiche sostenendo che il progetto attuale non presenta rischi come quelli individuati nel precedente piano bocciato due anni fa. Rassicura che il progetto riguardante il collegamento fra Civetta e Giau ha vincoli meno restrittivi rispetto a quelli presenti nell'idea precedente, escludendo l'ipotesi di passaggio per Arabba e il monte Cherz.
Tuttavia, c'è chi accusa la Regione e gli investitori di favorire solo il turismo e le aziende del settore a scapito dell'ecosistema.
Caner domanda se si debba rinunciare ai collegamenti per favorire la montagna spopolata e sottolinea che l'impianto da Selva di Cadore al Giau non ha una pista da sci, è di tipo "arroccato" e mira a portare sulla cima e non a scendere lungo una pista. Egli considera le polemiche attuali prive di fondamento.
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