L'Aquilegia Einseleana. I fiori della Val Fiorentina. Piccoli gioielli delle Dolomiti.

A Q U I L E G I A E I N S E L E A N A


Famiglia Ranunculaceae

Nome italiano: Aquilegia di Einsele


Specie di non facile classificazione, è simile a Aquilegia alpina, che si differenzia per il fiore molto più grande anche se di colore uguale.

Al genere Aquilegia appartengono circa 100 specie, distribuite tra Europa (una decina di specie), America (una trentina) e Africa.

Pianta endemica nel complesso rara, protetta in Lombardia, in tutto il Veneto e in Alto Adige.

Erbacea perenne, alta 20-40 cm., con fiori blu-violetto, fiorisce da giugno ad agosto.

In Italia è presente pressocché esclusivamente nelle Alpi Orientali dove cresce su pascoli rocciosi, su macereti (sfasciumi di roccia), su ghiaioni, su calcare o roccia dolomia, ad altitudine variabile tra i 600 e i 2300 metri.


Q U A N D O

Gli esemplari di cui all’immagine C1 sono stati avvistati il 16 luglio2018. Esattamente un anno dopo, il 16 luglio 2019, ed esattamente nel medesimo sito, sono stati ritrovati e fotografati (immagine C2) una seconda volta !


D O V E

Bisogna portarsi al Passo Staulanza, a 1766 metri slm. A fianco dell’omonimo Rifugio (lato Val di Zoldo) parte il sentiero, non numerato ma di facile individuazione, che sale verso la sommità del Monte Crot a 2158 metri.


Il dislivello da coprire è di circa 400 metri e si svolge su evidente traccia a tornanti, in salita costante per un lungo tratto priva di strappi e impennate particolarmente impegnative. Ai margini del tracciato, soprattutto verso valle, nella seconda metà di giugno e nelle prime settimane di luglio le fioriture sono abbondanti e la presenza di specie quanto mai diversificata.


Salendo si aggira il fianco del monte e, dopo il cambio di versante (frecce direzionali) si “costeggiano” alcune pareti rocciose che meritano attenzione in quanto parzialmente ricoperte da saxifragaceae e altre specie interessanti.


Si raggiunge così la sella tra la cima (con croce) e l’anticima del Monte Crot. Sulla sella incombe, in tutta la sua spettacolare imponenza, il Pelmo. Si prende a sinistra e, dopo qualche decina di metri, sul margine sinistro del tracciato ecco, in posizione davvero fotogenica, la nostra Aquilegia einseleana.


Si può da qui raggiungere la cima affrontando una breve rampa di roccette che richiedono attenzione, soprattutto durante la discesa, per il terreno ghiaioso/franoso e per l’esposizione. Vale tuttavia la pena di giungere alla croce della cima (libro-vetta), perché il panorama che da lassù si apre è il più ampio e stupefacente che si possa immaginare.


A Q U I L E G I A E I N S E L E A N A (C 1)



A Q U I L E G I A E I N S E L E A N A (C 2)


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